Il vecchio Barnard, tornato a scrivere con assiduità di recente, è sempre più incazzato. A volte tendente alla disperazione, altre volte remissivo, sempre senza mezzi termini, i suoi lunghissimi articoli sono un concentrato di opinioni spesso scomode e difficilmente smentibili. Un uomo che si è detto di sinistra, ma che si scaglia contro la sinistra odierna, l’euroatlantismo, quello che lui chiama il vero potere (un esempio tra tantissimi), la ditta dell’indignazione neoliberista di Travaglio e soci (1 e 2 i più recenti) e l’immobilismo intellettuale che ne deriva.
Di solito argomenti del genere vengono ghettizzati, difficili da discutere faccia a faccia con amici, e quindi fatti scadere al marasma del complottismo internettiano che spesso ci pensa da solo a mettersi in ridicolo e a fare in modo che nessuno parli di alcune cose perché comunque esiste ancora un po’ di amor proprio. Mentre abbiamo bisogno di consolazioni, di opinioni comprovate, di ridere alle battute di Benigni; per cui spesso è meglio sentirsi coccolati in un’indignazione di piazza, che fermarsi un momento a riflettere perché qualcosa sembra fuori posto, e il problema infinitamente più grande di ciò contro cui di solito noi miopi ci scagliamo.
Esistono da qualche parte uomini liberi, non per questo esenti da errori, che tentano di parlare ad altri uomini liberi.
C’è una citazione che Barnard riporta spesso, apre il suo libro più conosciuto, e si trova qua e là in altri suoi articoli, è presa dai Promessi Sposi, rimane tenue fonte di speranza:
“…in quanto a voi, sentite bene quel ch’io vi prometto. Verrà un giorno…”
Appendice.